Servizio e Previdenza Pubblica

Pensioni privilegiate delle Forze Armate e di Polizia

Ricorsi per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dopo il d.P.R. 461/2001

A decorrere dal 22.1.2002, il decreto di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di lesioni o infermità emesso in conformità al regolamento previsto dal d.P.R. 461/2001, costituisce accertamento definitivo sia ai fini dell’equo indennizzo che della pensione privilegiata. Pertanto, se il personale delle Forze Armate e di Polizia durante il servizio ottiene un provvedimento favorevole di dipendenza da causa di servizio, qualora l’invalidità risulti anche ascrivibile a una delle otto categorie pensionistiche (dalla 8° alla 1° in relazione a una accertata riduzione della capacità lavorativa generica dal 30% al 100%) potrà, in qualsiasi momento, ai sensi dell’art. 67, primo comma, del d.P.R. 1092 del 1973, chiedere di essere collocato in congedo anticipato con diritto alla pensione privilegiata e comunque, al momento del collocamento a riposo, avrà già definitivamente accertato uno dei presupposti per il diritto alla concessione del trattamento di privilegio senza necessità di ulteriore parere sulla dipendenza da causa di servizio da parte del Comitato di Verifica delle Cause di Servizio (CVCS). In tal caso, chiesta la pensione di privilegio, l’istante verrà soltanto sottoposto a visita presso la competente Commissione Medica Ospedaliera per la valutazione diagnostica dell’invalidità e la conseguente attribuzione della classifica pensionistica.
Risulta pertanto evidente l’importanza di una pronuncia favorevole di dipendenza da causa di servizio che, per le infermità accertate dopo il gennaio 2002, data di entrata in vigore del d.P.R. 461/2001, rappresenta per l’interessato un’ipoteca sul trattamento di privilegio.
 

Ma cosa succede se la pronuncia amministrativa nega la dipendenza?

Abbiamo registrato nel corso del 2014 una vertiginosa impennata di richieste di assistenza da parte del personale delle Forze Armate e di Polizia cui è stata negata la pensione privilegiata sulla base di precedenti decreti negativi di dipendenza da causa di servizio emessi durante l’attività lavorativa dopo il 2002, non impugnati dinanzi al TAR o comunque non annullati e, come tali, ritenuti dall’Amministrazione atti definitivi anche ai fini del trattamento pensionistico di privilegio.
Alcune Amministrazioni, come il Ministero della Difesa e il Ministero dell’Interno sostengono, infatti, che l’atto negativo di dipendenza da causa di servizio non annullato dal TAR costituisca anche atto definitivo inoppugnabile dinanzi alla Corte dei conti ai fini della pensione privilegiata.  
Sennonché la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha più volte affermato e ribadito che anche nel caso in cui si discuta della sola dipendenza da causa di servizio quale presupposto del diritto a pensione privilegiata, la competenza giurisdizionale è e rimane radicata nella Corte dei conti che ha ogni più ampio potere decisionale e revisionale al riguardo, non potendo acquistare valore di atto inoppugnabile ai fini pensionistici il provvedimento negativo di causa di servizio non impugnato dinanzi al T.A.R. o da questo non annullato. 
Con recente pronuncia n. 4325/2014, in accoglimento di un nostro ricorso, lo stesso Supremo Consesso a Sezioni Unite ha precisato che l’esclusiva competenza giurisdizionale spetta alla Corte dei conti anche nei confronti del personale in servizio che agisca per l’accertamento della dipendenza quale presupposto del diritto a (futura) pensione privilegiata e non solo nei confronti del personale congedato che agisca per la concessione della pensione privilegiata. Ciò significa che il personale in servizio potrebbe immediatamente impugnare l’atto negativo dinanzi alla Corte dei conti senza attendere di essere congedato.
Quindi, la Corte dei conti è e resta l’unica giurisdizione esclusiva ai fini dell’accertamento del diritto alla pensione privilegiata anche per infermità la cui dipendenza sia stata negata durante il servizio con provvedimenti non impugnati o, se gravati dinanzi al TAR, da questo non annullati.
Confermiamo che il nostro studio dopo la recente pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione, ha dato corso ad alcune cause “pilota” dinanzi alla Corte dei conti a tutela del personale in servizio per far riconoscere, in riforma dei gravati provvedimenti e ancor prima del congedo, la dipendenza della denunciata infermità quale “presupposto” del diritto a futura pensione privilegiata. Della giurisprudenza che si formerà in sede d’appello, tanto attesa dagli interessati, ne daremo notizia non appena consolidata. 
Indipendentemente dall’esito di queste cause pilota, di straordinaria importanza, vogliamo rassicurare chi non abbia impugnato dinanzi al TAR i decreti negativi di causa di servizio anche successivi al gennaio 2002, che potrà sempre farlo senza alcun termine di decadenza dinanzi alla Corte dei conti anche dopo il congedo unitamente alla determinazione pensionistica con la quale l’INPS, Gestione Pubblica, gli negherà il trattamento privilegiato per l’infermità stessa.
In buona sostanza, il decreto negativo di dipendenza emesso durante l’attività lavorativa potrà validamente essere impugnato dinanzi alla Corte dei conti anche dopo il congedo, unitamente al decreto negativo di pensione privilegiata, non potendo essere validamente ritenuto atto inoppugnabile ai fini della pensione privilegiata se non annullato dal TAR.

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