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Guida alle Vittime del terrorismo e della criminalità organizzata

Scopri se hai i requisiti e quali sono le tue opportunità.

1. Sei rimasto invalido o hai perso un familiare in un atto terroristico o criminale di stampo mafioso?

Hai diritto a richiedere importanti benefici per te e i tuoi familiari.

2. Hai i requisiti per ottenere i benefici?

Sono Vittime del terrorismo tutti i cittadini italiani deceduti o rimasti invalidi in conseguenza di atti di eversione dell'ordine democratico e di terrorismo1, in Italia o all’estero.
Per esempio, nei recenti attentati di matrice islamica verificatisi in Francia, in Inghilterra, in Spagna e in altre parti del mondo, che hanno visto nostri connazionali tragicamente coinvolti. O negli eventi terroristici cha hanno coinvolto militari italiani in varie missioni internazionali.
Sono Vittime della criminalità organizzata tutti i cittadini italiani, stranieri o apolidi deceduti o rimasti invalidi in atti criminali di stampo mafioso2 avvenuti in territorio nazionale.
Per esempio, coloro che rimasero feriti o uccisi negli attentati mafiosi di Firenze, Roma e Milano nel maggio del ’93, ma anche i privati cittadini che in varie parti d’Italia hanno subito le conseguenze di sparatorie, faide e regolamenti di conti tra cosche mafiose.

I benefici possono essere richiesti in ogni tempo per tutti i fatti avvenuti a decorrere dal 1° gennaio 1961.

ATTENZIONE! I traumi subiti da chi resta coinvolto in un attentato terroristico o un crimine mafioso non si manifestano necessariamente in danni fisici immediati. Possono svilupparsi nel tempo, in patologie a decorso lento, spesso di natura psicologica. Ad esempio la sindrome da stress post-traumatico può condurre a insonnia, depressione ed altri sintomi invalidanti che i periti incaricati dall’Amministrazione spesso sottostimano. Il nostro compito, in questi casi, è dimostrarne la gravità e la correlazione con l’evento traumatico che li ha causati.

Se a seguito di in evento traumatico hai sperimentato un malessere continuativo e duraturo che condiziona la tua vita quotidiana, contattaci per una verifica preliminare del tuo stato di salute e dei requisiti per richiedere i benefici.

3. Quali benefici potrebbero spettarti?

  • La speciale elargizione da € 200.000 una tantum o, con invalidità inferiore all’80%, da € 2.000 per punto percentuale.

E in aggiunta, purché con invalidità almeno del 25%:

  • L’assegno vitalizio, da € 500 al mese. 
  • Lo speciale assegno vitalizio da € 1.033 al mese.

Tutte queste provvidenze sono esenti IRPEF, soggette a perequazione automatica e cumulabili con stipendi e trattamenti pensionistici già percepiti.

ATTENZIONE! La legge prevede che tali assegni spettino anche ai familiari:
Dal 01/01/2014 al coniuge ed ai figli (seppure non conviventi e a carico) di vittima del terrorismo sopravvissuta ma con invalidità non inferiore al 50%;
Ai familiari superstiti di vittima di azione terroristica, già titolare del diritto per invalidità inferiore al 50%, successivamente deceduta per interdipendenza o aggravamento delle infermità conseguenti all'atto terroristico.

Contattaci per scoprire se hai diritto a percepire anche tu gli speciali assegni mensili vitalizi.

Inoltre alle Vittime spettano esenzioni dal ticket sanitario, borse di studio per i figli nonché il diritto al collocamento obbligatorio per sé o i propri familiari.

Alle vittime del terrorismo spettano inoltre importanti benefici pensionistici.

Aumento di dieci anni contributivi figurativi.

La misura del trattamento di quiescenza è pari all’ultima retribuzione annua integralmente percepita e maturata, aumentata del 7.5% in favore di:

  • Tutti coloro che hanno subito un'invalidità permanente pari o superiore all'80% della capacità lavorativa, causata da atti di terrorismo e dalle stragi di tale matrice.
  • Tutti i soggetti che abbiano proseguito l’attività lavorativa con invalidità non inferiore al 25% e abbiano raggiunto il periodo massimo pensionabile, anche con il concorso dei dieci anni di contribuzione figurativa.

Leggi qui gli altri benefici.

4. Come si fa la domanda per il riconoscimento di Vittima del terrorismo o della criminalità organizzata?

La domanda va presentata, dal diretto interessato o dai familiari superstiti, tramite:

  • La prefettura della provincia in cui si è verificato l’evento terroristico;
  • La prefettura della provincia di residenza;
  • Il consolato del luogo di residenza, per coloro che risiedono all’estero.

E deve essere corredata delle certificazioni che attestano:

  • L’infermità o il decesso;
  • Il loro nesso causale con l’evento terroristico;
  • La percentuale di invalidità. 

ATTENZIONE! L’assistenza medico legale è essenziale ancor prima di presentare la domanda. Intanto perché la tabella per il calcolo dell’invalidità non è una sola. Ad esempio, prendendo a riferimento le tabella INAIL, per una certa menomazione, ti vengono riconosciuti 10 punti percentuali mentre, utilizzando le tabelle pensionistiche di privilegio, la valutazione può raddoppiare. Questo, soprattutto per il raggiungimento della soglia del 25%, che è quella minima per ottenere gli assegni vitalizi, ha un’importanza capitale. Spesso l’Amministrazione utilizza la tabella meno “generosa”: un medico legale esperto può farti ottenere dunque un punteggio più favorevole. Anche la scelta dell’esame diagnostico può fare la differenza. 

Il nostro Studio può offrirti consulenze medico legali qualificate e assistenza in tutta Italia. Contattaci.

5. Cosa fare se la domanda viene respinta o accolta solo parzialmente?

Considerata la rilevanza economica dei benefici, le amministrazioni tendono a respingere la gran parte delle domande o, nei casi di accoglimento, a sottostimare patologie e categorie di invalidità per contenere l’importo delle provvidenze. Anche in questa fase il nostro Studio può fare la differenza. Il pool costituito da avvocato e medico legale, infatti, è in grado di verificare se i tuoi requisiti siano stati correttamente valutati. Con gli strumenti diagnostici più adeguati può documentare il quadro clinico e certificare il nesso causale tra l’evento traumatico e le infermità, anche quelle che si manifestano ad anni di distanza. Su tale base può ottenere anche un ricalcolo più veritiero della tua percentuale di invalidità.

ATTENZIONE! Spesso pochi punti, ottenuti con una perizia approfondita e ben documentata, fanno davvero la differenza. Ad esempio, mentre con 24 punti la vittima ha diritto soltanto alla speciale elargizione, con 25 otterrà anche gli assegni vitalizi. E, mentre fino al 49% di invalidità tali assegni saranno destinati alla sola vittima direttamente coinvolta nell’evento terroristico, con il 50% dovranno essere versati anche ai congiunti!

Effettuata la valutazione preliminare della tua posizione, se sussistono i requisiti, il nostro Studio presenta ricorso al Tribunale.

ATTENZIONE! Nonostante alcuni decreti negativi, o parzialmente concessivi, riportino in calce i termini di 60 e 90 giorni per ricorrere al TAR, il ricorso va proposto al Tribunale ordinario. Ciò significa che se anche il Ministero ti ha negato i benefici anni fa e persino se il TAR ha già respinto il tuo ricorso, potresti essere ancora in tempo per impugnare il decreto e ottenere giustizia.

Contattaci per una valutazione preliminare: ti diremo se ci sono fondati motivi per ricorrere al Giudice del Lavoro, anche per una revisione e rivalutazione di eventuali precedenti elargizioni speciali già ricevute.

  • 1. Tutti gli atti criminosi o violenti il cui intento è quello di generare timore nei confronti di un gruppo di cittadini al fine di ottenere un determinato obiettivo politico o ideologico.
  • 2. Art. 416 bis del Codice di Procedura Penale: “L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri”.