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Guida alle Vittime del dovere ed equiparati

Scopri se hai i requisiti e quali sono le tue opportunità.

1. Hai un’invalidità permanente?

Potresti avere diritto a importanti benefici economici e assistenziali.
Che tu sia in attività oppure in congedo, sei ancora in tempo per richiederli, rientrandovi tutti i fatti di servizio avvenuti dal 1° gennaio del 1961!

2. Sei un familiare superstite?

Se sei coniuge o figlio anche maggiorenne o, in mancanza, genitore, o fratello o sorella, hai diritto agli stessi benefici, se fai riconoscere vittima del dovere o equiparato il tuo congiunto.

3. Hai i requisiti per ottenere i benefici?

Chi sono le vittime del dovere?

Principalmente, ma non solo1, hanno diritto ai benefici riservati alle Vittime del dovere gli appartenenti al Comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso Pubblico deceduti o rimasti invalidi in attività di servizio in conseguenza di eventi verificatisi in alcune  specifiche circostanze previste dalla legge2. Per esempio, quando gli agenti a bordo di una volante hanno un incidente stradale durante un inseguimento. Oppure quando svolgono servizi di ordine pubblico e vengono coinvolti in tafferugli. O, ancora, quando subiscono lesioni durante un arresto. Ma anche quando il decesso o l’invalidità dipendono da malattie sviluppate per l’esposizione prolungata a particolari condizioni operative o ambientali, come agenti tossici o inquinanti o turni di lavoro particolarmente provanti e stressanti. In questo caso si parla di equiparati a vittima del dovere3.

ATTENZIONE! Siamo in attesa di importanti sentenze che, siamo fiduciosi, riconosceranno vittime del dovere anche i volontari della protezione civile e del soccorso alpino deceduti o rimasti invalidi in operazioni di soccorso.

Contattaci o compila il modulo la Tua Storia per accertare la sussistenza dei requisiti per lo status di Vittima del dovere o di equiparato.

4. Hai ottenuto tutti i benefici che ti spettano?

I benefici per le Vittime del dovere e gli equiparati sono molto consistenti.

  • La speciale elargizione da € 200.000, oltre rivalutazione monetaria in ipotesi di inidoneità al servizio o di invalidità non inferiore all’80%. Negli altri casi, € 2.000 per punto percentuale, oltre rivalutazione monetaria.
    La speciale elargizione viene suddivisa in parti uguali in caso di più familiari superstiti. Ad esempio nel caso di 4 familiari superstiti, la speciale elargizione da € 200.000, andrà spartita in € 50.000 per ognuno. 

E in aggiunta, purché con invalidità almeno del 25%:

  • L’assegno vitalizio, oggi raddoppiato a € 500 al mese.

ATTENZIONE! La Corte Suprema di Cassazione ha confermato che il vitalizio va corrisposto nello stesso ammontare dovuto alle Vittime del Terrorismo. Se sei una Vittima del dovere o un equiparato e percepisci ancora l’assegno da € 258,23, hai diritto all’adeguamento a € 500 e agli arretrati maturati. Contattaci per saperne di più.

  • Lo speciale assegno vitalizio da € 1.033 al mese.

Entrambi gli assegni sono esenti IRPEF, soggetti a perequazione annuale e interamente cumulabili con stipendio, equo indennizzo o pensione, anche privilegiata ordinaria.

Nel caso di più familiari superstiti, ciascuno di essi avrà diritto a percepire gli assegni per intero (€ 500 + 1.033 soggetti a perequazione annuale per un totale, ad oggi, di circa € 1.900 mensili).

Dal 1 gennaio 2017 esenzione IRPEF su tutte le pensioni delle vittime del dovere e dei loro familiari superstiti.

ATTENZIONE! L’INPS sostiene che l’esenzione IRPEF sarebbe applicabile solo alle pensioni privilegiate, riconosciute per la stessa invalidità che ha dato titolo allo status di vittima del dovere o di equiparato. Tuttavia, poiché la Legge fa riferimento ai trattamenti pensionistici spettanti alle vittime del dovere e ai loro familiari superstiti, senza menzionare nello specifico la pensione privilegiata, il nostro Studio ha già avviato il contenzioso a tutela di tutte le Vittime del dovere, anche per verificare se, come pare potersi evincere dai rimandi normativi contenuti nella legge succitata, oltre all’esenzione IRPEF possano spettare loro altri benefici già previsti per le Vittime del terrorismo, quali l’aumento figurativo di 10 anni dell’età contributiva. Seguici per restare aggiornato.

Inoltre alle Vittime e agli equiparati spettano esenzioni dal ticket sanitario, diritto al collocamento obbligatorio, e altro ancora4.

5. Come si fa la domanda per il riconoscimento di Vittima del dovere?

È molto importante che la domanda sia completa di tutta la documentazione sanitaria e di servizio.

Quadro clinico, fatti e contesto di servizio presentati nel modo giusto, possono fare la differenza tra accettazione o rifiuto di una domanda. Spesso, infatti, i benefici vengono riconosciuti solo se l’invalidità o il decesso sono stati causati da un rischio superiore rispetto a quello previsto per le normali funzioni di istituto. Se il contesto non è spiegato chiaramente mancano i presupposti perché la domanda sia accolta.

6. È importante l’assistenza medico legale?

Il medico legale assume un ruolo fondamentale già prima della presentazione della domanda, potendo valutare il tuo stato di salute, la correlazione dell’invalidità con il servizio prestato nonché il suo grado invalidante. Il medico individuando l’esame diagnostico più adatto al tuo caso, potrà documentare al meglio la tua patologia.
Ad esempio, gli esiti di una TBC polmonare potrebbero non essere rilevati da un normale RX torace mentre risultare evidenti con una TAC multistrato. Inoltre, nei casi di malattie a lento decorso o per quelle di natura psicologica, come la sindrome da stress post-traumatico, spesso sottostimate dalle commissioni medico ospedaliere, il medico legale potrà avvalersi degli specialisti più adatti a dimostrarne l’insorgenza con prove inoppugnabili.

Il nostro Studio può offrirti assistenza completa avvalendosi di medici legali qualificati e pronti ad assisterti in tutta Italia. Contattaci.

7. Quali sono i vantaggi di una corretta assistenza medico legale?

Ottenere, in sede di visita, la corretta diagnosi delle invalidità comporta una serie di vantaggi:

  • In caso di accoglimento della domanda, ma con una valutazione riduttiva della percentuale di invalidità da parte dell’Amministrazione (la qual cosa si verifica spesso, come vedremo in seguito), in sede giudiziale sarà sufficiente far rivalutare le percentuali secondo le tabelle più aggiornate e per te più vantaggiose, con un notevole risparmio di tempo.
  • In caso di rigetto in sede amministrativa (decreto negativo), dinanzi al Tribunale ordinario non si discuterà più sulla diagnosi ma sui maggiori rischi corsi durante l’attività di servizio o il contesto operativo affrontato, accelerando anche in questo caso i tempi e diminuendo le incertezze del contenzioso.

8. Cosa fare in caso di esito negativo?

In caso di respingimento della domanda in sede amministrativa, grazie a una recente sentenza della Corte di Cassazione, puoi rivolgerti al Giudice del Lavoro anche se sei un appartenente al Comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso Pubblico. Questo è molto importante.

Al contrario del TAR, il Tribunale ordinario riesamina i fatti di servizio e la tua documentazione medico legale e può non solo annullare il decreto negativo dell’Amministrazione ma costringerla, con una sentenza, ad emetterne uno nuovo, questa volta concessivo dei benefici.
Inoltre al Tribunale ordinario puoi ricorrere senza preoccuparti degli odiosi termini di decadenza previsti per il TAR. Ciò significa che se anche il Ministero ti ha negato i benefici anni fa e persino se il TAR ha già respinto il tuo ricorso, potresti essere ancora in tempo per impugnare il decreto e ottenere giustizia.

Contattaci per una valutazione preliminare: ti diremo se ci sono fondati motivi per ricorrere al Giudice del Lavoro, anche per una revisione e rivalutazione percentuale delle tue invalidità, con ogni conseguente diritto alla erogazione di maggiori benefici economici.

9. Sei stato riconosciuto Vittima del dovere, ma hai dei dubbi sulla percentuale di invalidità che ti è stata attribuita?

Quanto è importante il calcolo corretto dell’invalidità e come ottenerlo?

Se sei stato riconosciuto Vittima del dovere in sede amministrativa, è probabile che la tua invalidità sia stata quantificata percentualmente in misura inferiore al dovuto.

Questo perché, come potrai leggere nel verbale di vista, la commissione medico ospedaliera procede alle determinazioni percentuali della invalidità permanente e del danno biologico secondo i criteri previsti dall’art. 5 del d.P.R. 243/2006. Tali criteri sono stati superati da quelli più generosi richiamati nel successivo d.P.R. 181/2009. Per legge hai diritto alla valutazione della tua invalidità sulla base delle tabelle più vantaggiose!

Il nostro Studio potrà verificare se sei stato penalizzato con percentuali insufficienti e, eventualmente, se le tue invalidità sono state mortificate da diagnosi inadeguate o incomplete rispetto al tuo reale stato di salute.

Potresti così ottenere un ricalcolo vantaggioso della tua invalidità. Ciò riveste un’importanza capitale soprattutto per il raggiungimento della soglia del 25%, che è quella minima per ottenere gli assegni vitalizi. In alcuni casi, producendo nuove perizie e documentazione medica adeguata ed ottenendo l’applicazione delle tabelle più vantaggiose, ci è stato possibile ottenere incrementi straordinari, fino a 40 punti percentuali in più per la stessa invalidità con ogni conseguente diritto alla riliquidazione della speciale elargizione e soprattutto all’erogazione degli assegni.

Contattaci per scoprire se hai ottenuto tutti i benefici che ti spettano.

  • 1. I benefici delle Vittime del Dovere spettano ai dipendenti, civili e militari dei comparti Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico, ossia Magistratura, Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale dello Stato, Vigili del Fuoco, Polizie municipali, ma anche agli ex-militari di leva e, quando abbiano prestato assistenza ad un pubblico ufficiale, su richiesta di quest’ultimo, ad esempio in operazioni di soccorso, a tutti i privati cittadini, a prescindere dalla loro appartenenza ai Corpi dello Stato o alla P.A.
  • 2. L’art. 1 della legge 266/05, comma 563, definisce Vittime del dovere i dipendenti pubblici deceduti o rimasti invalidi in conseguenza di eventi verificatisi nel contrasto ad ogni tipo di criminalità; nello svolgimento di servizi di ordine pubblico; nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari; in operazioni di soccorso; in attività di tutela della pubblica incolumità; a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi necessariamente caratteristiche di ostilità. Con quest’ultimo caso, il Legislatore ha inteso tutelare coloro che siano stati feriti o uccisi nelle varie missioni di pace, anche accidentalmente, per il cosiddetto “fuoco amico”.
  • 3. L’art. 1 della legge 266/05, comma 564, definisce equiparati alle Vittime coloro (quindi tutti, non solo i dipendenti pubblici) che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegua il decesso, in occasione o a seguito di missioni di qualunque natura, effettuate dentro e fuori dai confini nazionali e che siano riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative. Interpellato dal Ministero della Difesa, il Consiglio di Stato ha chiarito che sono missioni tutti i compiti e le attività istituzionali svolte dal personale del comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso Pubblico, che si attuano nello svolgimento di funzioni o compiti operativi, addestrativi o logistici sui mezzi o nell’ambito di strutture, stabilimenti e siti militari. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato e ampliato l’interpretazione fornita dal Consiglio di Stato facendovi rientrare nel concetto di “missione” tutti i compiti e gli ordini eseguiti anche durante il servizio di leva o nel normale espletamento delle quotidiane attività di servizio purché caratterizzati da rischi eccedenti l’ordinario. Inoltre, la giurisprudenza ha superato ogni questione sulla genesi dell’invalidità, che può avere tanto origine traumatica, circoscritta a un singolo evento, quanto patologica, derivante dall’esposizione prolungata ad agenti patogeni. Per la dichiarazione dello status di vittima del dovere sarà sufficiente dimostrare che l’operatore, al momento dell’evento invalidante, era impegnato in una delle attività codificate dal Legislatore al comma 563 (contrasto alla criminalità, ordine pubblico, etc.), mentre, per ottenere gli stessi benefici - ma come equiparato a vittima del dovere - sarà necessario provare che le particolari condizioni ambientali od operative affrontate durante lo svolgimento della mansione assegnata siano risultate tali da innalzare i rischi di invalidità rispetto a quelli insiti negli ordinari compiti d’istituto.
  • 4. Oltre ai benefici sopra elencati: Due annualità del trattamento di reversibilità - Beneficio economico pari a due annualità del trattamento pensionistico di reversibilità, erogabile una sola volta (Una tantum), riservato al titolare di pensione privilegiata di reversibilità per decesso della vittima. Altri benefici: Revisione e rivalutazione delle percentuali di invalidità per aggravamento fisico e riconoscimento del danno biologico e morale - Borse di studio.